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RIVISTA ARCHEOLOGICA COMENSE 199, anno 2017

50,00 30,00

Descrizione

 

 

RIVISTA ARCHEOLOGICA COMENSE  199, 2017

 

 

BRUNO CHAUME, KLAUS ROTHE

Le char ‘‘hallstattien’’ de la nécropole de Ca’ Morta

 

RIASSUNTO

La Tomba del Carro, datata all’inizio del G.III A1 (480-450 a.C o 490-460 a.C) e` stata scoperta in modo fortuito nel 1928 nella necropoli della Ca’ Morta, in localita` Crotto di Lazzago (Como). Conteneva un carro a quattro ruote del tipo a cassa soprelevata, facente parte di una serie di poche unità, che si concentrano essenzialmente nel centro-est della Francia. Questo carro presenta delle sorprendenti affinità con quello della sepoltura della Dame de Vix. I punti in comune fra i due veicoli riguardano in particolare i parapetti della cassa con colonnine, le capsule dei mozzi e l’avantreno mobile, e indicano senza alcun dubbio un’origine hallstattiana per il carro della Ca’ Morta.

La presenza in ambito golassecchiano di un carro hallstattiano sorprende e sottolinea l’importanza degli scambi fra queste due società situate sui due versanti delle Alpi. I Golasecchiani erano Celti, ma questi rapporti culturali non spiegano, da sole, gli scambi privilegiati che intrattenevano con gli Hallstattiani. Si tratta, sicuramente, di motivi di ordine geopolitico riguardanti il controllo dei transiti attraverso l’arco alpino che hanno spinto i Celti a stabilirsi in quell’area che diventerà in seguito il territorio golasecchiano. L’origine di questo insediamento sembra risalire al Bronzo recente con la cultura di Canegrate (XIV-XII secolo a.C.), analoga a quella caratterizzata dalla ceramica a scanalature sottili sviluppatasi più o meno nello stesso periodo nel grande quadrante nord-est della Francia ed ai suoi margini. I legami fra le due culture sono evidenti nei materiali ceramici sia dal punto di vista tecnologico che stilistico.

Capire la complessa rete di relazioni, a grande distanza e di lunga durata, fra il Mediterraneo e l’Europa centrale, è una ricerca nella quale siamo impegnati da alcuni anni: questa indagine promette di fornire risposte più precise al problema della presenza hallstattiana nell’Italia settentrionale e nell’area golasecchiana. (trad. Silvana Mauri).

SUMMARY

The Tomba del Carro dated to the Golasecca III A 1 period (480-450 BC or 490-460 BC), came to light by chance in 1928 in the cemetery of Ca’ Morta, at a location called Crotto di Lazzago (Como). It contained the remains of a fourwheeled wagon of a type known as a raised box wagon, a series limited to only a few exemplars found mainly in centraleastern France. It is surprisingly similar to the vehicle recovered in the burial known as that of the Lady of Vix. The features they share are the box’s guardrails with small balusters, the housing of the hub, and the mobile front axle.

These features clearly indicate that the Ca’ Morta wagon has a Hallstatt origin.

The presence in the Golasecca milieu of a Hallstatt-type wagon is incongruous and highlights the importance of exchange between these two societies on either side of the Alps. The Golasecca people were Celts but this cultural affiliation does not alone explain the privileged exchanges they entertained with the Hallstatt people. Undoubtedly geopolitical reasons linked to controlling the movement of goods across the Alps must have led the Celts to deliberately settle in the area that will later become the Golasecca cultural sphere. The origins of this occupation seem to go back to

the Late Bronze Age Canegrate cultural group (14th-12th centuries BC), which is similar to a group characterised by pottery with smooth grooves that evolved at about the same time in the wider north-eastern quarter of France and on its margins. The links between the two cultures are clearly visible in the ceramic material, from both a typological and a stylistic perspective.

Understanding the complex networks of long-distance and long-term relationships between the Mediterranean world and temperate Europe has been a research topic that we have pursued over several years ; our investigations promise to produce more precise answers to the question of a Hallstatt presence in northern Italy and the Golasecca area.

(trad. Madeleine Hummler).

 

 

 

 

 

 

MAURO NATALE, CRISTINA QUATTRINI

Il Maestro dei Santi Cosma e Damiano, con alcune proposte per Bernardino de Donati

 

RIASSUNTO

Il Maestro dei Santi Cosma e Damiano, cosı` chiamato dagli affreschi nell’abside della chiesa dei Santi e Damiano a Como, è un prolifico artista, ancora anonimo, individuato a partire dagli anni ottanta del secolo scorso. Recentemente è stato possibile attribuirgli alcuni cicli di affreschi a Milano e in altri centri del ducato per importanti committenti. Il suo stile combina in modo originale le influenze di Bramantino, Luini, Gaudenzio Ferrari, dei leonardeschi e delle opere romane di Raffaello. Questo contributo fa il punto sul Maestro dei Santi Cosma e Damiano, con nuove attribuzioni al corpus delle sue opere e con un approfondimento sulla pittura a Como all’inizio del XVI secolo.

SUMMARY

The Santi Cosma and Damiano Master, so called from the frescoes in the Santi Cosma and Damiano church in Como, is a prolific and original painter, still anonymous, identified starting from the eighties of the 20th century. Recently it has been possible to ascribe to him some frescoes in Milan and in other towns of the duchy, painted for important clients. His style mixes in an original way suggestions from Bramantino, Bernardino Luini, Gaudenzio Ferrari, Leonardesque painters and Raffaello’s works in Rome. This essay summarizes the present knowledge about the Santi Cosma and Damiano Master, at the light of new attributions and with a focus on the painting in Como at the beginning of the 16th century.

 

 

 

RITA PELLEGRINI

Orefici a Como nel XIX secolo: botteghe, marchi, attività

 

RIASSUNTO

Lo studio presenta i marchi adottati dagli orefici di Como e provincia nel XIX secolo, desunti dai documenti che vennero presentati all’amministrazione locale. Tali marchi sono stati fino ad ora reperiti soltanto su oggetti in argento di piccola fattura e destinati all’uso popolare.

Il repertorio qui presentato consentira` in futuro di attribuire manufatti preziosi ai loro artefici e di determinare così l’effettiva consistenza del lavoro di produzione delle botteghe artigiane locali.

SUMMARY

The study shows a list of marks used in XIX century by the goldsmiths of Como and its district. Marks have been collected from documents delivered to local administration and, until now, have been found only on little objects reserved to a widespread trade.

This catalogue of marks will allow us to ascribe precious artifacts to their makers, so we’ll can better understand and describe the work of local workshops.

 

 

 

 

Atti del Convegno: Incontro di aggiornamento sulle scoperte archeologiche nelle province di Como, Lecco, Sondrio, Varese e nel Canton Ticino 2013-2015 (Università degli Studi dell’Insubria, Como, 15 Ottobre 2016)

 

THOMAS REITMAIER

I vecchi modi del latte. Un’economia casearia preistorica nelle Alpi

 

RIASSUNTO

La questione dell’origine della transumanza e l’economia casearia nelle Alpi e` un ambito della ricerca molto discusso e metodologicamente complesso. Dal 2007 al 2016 un progetto interdisciplinare si è occupato della questione dell’economia estiva alpestre nell’Engadina Bassa. Durante la ricerca sono stati scoperti, ad oltre 2000 m, accanto a siti del Neolitico e dell’età del Bronzo, tre costruzioni della tarda eta` del Bronzo e del periodo di Hallstatt. I ritrovamenti indicano

come queste strutture siano indizi dell’esistenza di un’attività economica alpestre in epoca preistorica. La ceramica scoperta ha potuto essere datata e ha permesso cosı` di attribuire ad un orizzonte cronologico ben definito gli edifici temporanei rinvenuti. Alcune analisi hanno inoltre indicato come alcuni recipienti siano stati utilizzati per la lavorazione del latte. Ecco che oramai l’esistenza, di una produzione di alimenti nutrienti e di facile stoccaggio, come formaggio, burro o ancora strutto puo` essere ipotizzata fin dalla preistoria nelle Alpi.

SUMMARY

The period in which Alpine communities first began to move their livestock to pastureland and processed dairy products at higher elevations is a much discussed and methodologically complex question. As part of an interdisciplinary

project, the origins of the Alpine summer pasture economy were examined between 2007 and 2016 in the Lower Engadine. Besides Neolithic and Bronze Age sites, three Late Bronze Age and Hallstatt-period constructions were discovered at elevations above 2000 m. The features can be seen as proof of the existence of a prehistoric Alpine pasture economy. Relatively large quantities of ceramic finds, together with scientific dating, have allowed us to securely date the buildings, which were only in use for part of the year. Further analyses showed that some of the vessels had been used to process milk. Now that the production of nutritious and easily storable food such as cheese, butter or lard can be assumed since prehistoric times in the Alps.

 

 

 

BARBARA GRASSI, CLAUDIA MANGANI, DIEGO VOLTOLINI

Per una rilettura dei rituali funerari golasecchiani: la possibilità dell’inumazione

 

RIASSUNTO

Nella zona di Varese, durante l’età di Golasecca, è dominante il rito della cremazione, ma nell’articolo vengono considerate alcune sepolture ad inumazione, probabilmente di individui provenienti dall’odierno Canton Ticino, in alcuni casi donne, forse emigrate per scopi matrimoniali. Vengono anche presentate le analisi degli elementi organici rinvenuti nella t. 4, di via Bellaria a Sesto Calende (‘‘Tomba del Tripode’’).

SUMMARY

In the Varese area during the Golasecca age the cremation ritual is prevailing, but this article takes into consideration some inhumation tombs, probably belonging to people coming from the area of present Canton Ticino, in some cases women, who probably emigrated for wedding reasons.

The analyses of the organic elements found in tomb 4, from via Bellaria at Sesto Calende (‘‘Tomb of the Tripod’’) are presented as well in this article.

 

 

 

ROSSANA CARDANI VERGANI

I ritrovamenti in Cantone Ticino (2013-2015)

 

RIASSUNTO

Le necropoli protostoriche di Giubiasco-Palasio e di Locarno-Solduno, lo spettacolare rinvenimento del tesoro monetale di Orselina con i 4869 sesterzi conservati in un’anfora di ceramica, rappresentano solo una parte di quanto il Servizio archeologia dell’Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino ha scavato e documentato nell’ambito dei numerosi cantieri edili, avviatisi sul territorio fra 2013 e 2015.

SUMMARY

The protohistoric necropolis of Giubiasco-Palasio and Locarno-Solduno, the spectacular discovery of the coin treasure of Orselina with 4869 sesterces found in a ceramic amphora, represent only a part of what was excavated and documented by the Ufficio dei Beni Culturali del Canton Ticino in the precincts of the numerous building yards started during the period 2013-2015.

 

 

 

LUISA MOSETTI

Nuovi insediamenti protostorici dal Cantone Ticino. Osservazioni preliminari sui ritrovamenti del 2015

 

VERGA ILARIA

Santa Maria in Borgo a Mendrisio (TI): primi dati sull’insediamento di epoca romana

 

RIASSUNTO

Gli scavi di emergenza eseguiti negli ultimi anni nella zona della Chiesa di Santa Maria in Borgo a Mendrisio hanno portato alla luce parte di un vasto e ricco complesso di epoca romana. L’articolo presenta un primo e parziale bilancio delle ricerche in corso sul sito, svolte nell’ambito di una tesi di dottorato.

SUMMARY

The excavations recently carried out in the area of the Church of Santa Maria in Borgo in Mendrisio have brought to light part of a large and rich roman complex. This article presents first and partial data of the study on materials and structures, which is part of a PhD dissertation.

 

 

 

STEFANIA JORIO

Novità sul collegamento viario tra Mediolanum e Comum alla luce di nuovi ritrovamenti

 

RIASSUNTO

Ai collegamenti tra Milano e Como sono stati dedicati molti autorevoli studi che propongono diversi percorsi; al contrario le testimonianze archeologiche sono piuttosto scarse. Sono presi in considerazione alcuni lacerti stradali che si propone di attribuire al tracciato più occidentale tra quelli ipotizzati e di inserire nella strada pedemontana che permetteva di raggiungere Como.

SUMMARY

The connections between Milan and Como have been object of many important studies suggesting various routes; on the contrary the archaeological evidences are rather poor. This study takes into consideration some road pieces that we suggest to ascribe to the most western route among the supposed ones, and to include in the piedmont road that allowed to reach Como.

 

 

 

FULVIA BUTTI

Tombe romane a Lazzago-Grandate

 

RIASSUNTO

L’articolo prende in considerazione alcune tombe molto rovinate rinvenute lungo una strada antica, di età augustea.

Sono da mettere in evidenza due strutture tombali interessanti e finora non conosciute nel Comasco: una tomba divisa in due parti all’interno, un’altra contenente un ossuario in pietra. Notevoli inoltre un completo da bagno (strigile e ampolla) ed un grande specchio in bronzo.

SUMMARY

The article takes into consideration some very ruined graves found along an ancient road dating back to the Augustan Age. Two interesting grave structures not known until now in the Como area must be pointed out: a grave whose interior is divided in two parts and another one containing a stone funerary urn. Also remarkable a toilet set (strigil and phial) and a large bronze mirror.

 

 

STEFANIA DE FRANCESCO, MARCO REDAELLI, CRISTINA CATTANEO, MARCO SANNAZARO

San Pietro al Monte, Civate (LC), nuove indagini archeologiche e valorizzazione della cripta altomedievale

 

RIASSUNTO

Nell’ambito di un progetto di recupero e valorizzazione della cripta della chiesa romanica di San Pietro al Monte (Civate-LC), è stato effettuato un limitato intervento di scavo che ha consentito l’individuazione di un ossario: le analisi antropologiche e archeometriche dei resti umani, estese a una sepoltura rinvenuta nel 1993, hanno riconosciuto sei individui sepolti tra VII e XI secolo. Contestualmente è stato avviato lo studio di reperti rinvenuti nelle indagini del 1983-85 e 1993 e di materiali (soprattutto frammenti di intonaco dipinto) raccolti da don Vincenzo Gatti e restituiti alla Soprintendenza dopo la sua morte. I nuovi dati raccolti consentono qualche nuova riflessione sulle caratteristiche della cripta e sul contesto che può averne determinato costruzione e utilizzo.

SUMMARY

In the ambit of a project meant to restore and improve the crypt of the Romanesque church of San Pietro al Monte

(Civate-LC), a limited excavation intervention brought to the location of an ossuary: the anthropological and archaeometric analysis of the remains, including those belonging to a grave found in 1993, recognized six men buried between 7th and 11th century. In the same time it was started a study of finds discovered in the surveys of 1983-85 and 1993 and materials (specially fragments of painted plaster) collected by don Vincenzo Gatti which were given back to the Soprintendenza after his death. The collected new data allow some new reflections on the characteristics of the crypt and on the context that may have determined its construction and use.

 

 

 

 

BENEDETTA CASTELLI, PAOLO CORTI, MARTINO CARDANI

Indagini nella chiesa di San Vincenzo Martire di Cremnago (Inverigo)

 

RIASSUNTO

Lo scavo archeologico ha individuato tre grosse fasi edilizie, con le relative stratigrafie, relative alla chiesa indagata.

L’analisi antropologica, sebbene effettuata su un campione ridotto di inumati, ha fornito dati interessanti per lo studio della popolazione del luogo.

SUMMARY

The archaeological excavation singled out three important building periods, with relevant stratigraphy, referring to the church object of study. The anthropological analysis, even though it was made on a reduced number of dead, provided interesting data for the study of the local population.

 

 

MARCO TREMARI

La chiesa sommersa di San Siro a Santa Maria Rezzonico. Dal rilievo alla ricostruzione virtuale

RIASSUNTO

Il lavoro propone un esempio di applicazione di archeologia virtuale al contesto archeologico della chiesa sommersa di San Siro (CO), venuta alla luce per breve tempo, sulla spiaggia del comune omonimo a seguito di un eccezionale abbassamento

delle acque del lago. La ricerca mostra alcune delle potenzialita` che le tecnologie digitali ed in particolare le ricostruzioni virtuali tridimensionali possono avere anche per contesti archeologici indagati in condizioni di emergenza.

SUMMARY

This work proposes an example of virtual archaeological application in the archaeological context of the submerged church of San Siro (Como), which was visible for a short time on the shore of the homonymous commune in consequence of an exceptional lowering of the waters of the lake. The research shows some of the potentialities that digital technologies and particularly tridimensional virtual reconstructions may also have in archaeological contexts investigated in emergency conditions.

 

 

 

FRANCESCO MUSCOLINO, DANIELE CAPUZZO, DELFINA CONSONNI, ROBERTO MELLA PARIANI

 

Indagini archeologiche in provincia di Varese per l’età medievale e post medievale e gli interventi della Soprintendenza a Castelseprio (2013-2016)

 

 

 

 

 

 

RIASSUNTO

Si presentano gli interventi più significativi condotti nel 2015 in provincia di Varese per l’eta` medievale e post medievale: le indagini archeologiche presso la chiesa di Sant’Apollinare a Crosio della Valle, presso la chiesa di San Michele a Venegono Inferiore, nella via Parrocchiale, presso la chiesa di Santo Stefano, a Viggiù, ricche di informazioni sulle vicende costruttive dei complessi religiosi e sulle adiacenti aree sepolcrali. Segue la presentazione dei principali lavori svolti dalla Soprintendenza nell’area archeologica di Castelseprio tra 2013 e 2016: il restauro di un tratto del muro di cinta presso Torba e di alcune strutture murarie presso la chiesa di San Paolo (in quest’ultimo caso, con indagini archeologiche ricche di novità), e un intervento di pulitura del pavimento in opus sectile del battistero di San Giovanni, ricoperto da patine che lo rendevano pressochè illeggibile.

SUMMARY

The most significant archaeological works carried out in 2015 in the province of Varese are presented here: the investigations at the church of Sant’Apollinare in Crosio della Valle, at the church of San Michele in Venegono Inferiore, and in via Parrocchiale, near the church of Santo Stefano, in Viggiu` , which are all highly informative regarding the building phases of the religious complexes and the adjoining funeral areas. Following this, the main works carried out by the Superintendence in the area of Castelseprio between 2013 and 2016 will be presented: the restoration of a stretch of the fortification wall near Torba and of some wall structure near the church of San Paolo (in this case, with archaeological investigations revealing several novelties), and the cleaning of the opus sectile pavement in the baptistery of San Giovanni that was covered by patinas rendering it almost unreadable.

 

 

 

 

 

JOLANDA LORENZI, FRANCESCO MUSCOLINO, ROBERTO MELLA PARIANI

La storia ritrovata. Archeologia nell’oratorio dei Santi Andrea e Biagio a Cittiglio

 

RIASSUNTO

Le ricerche programmate tra il 2006 e il 2009 nella Chiesa di S. Biagio a Cittiglio, hanno evidenziato uno non noto stanziamento Tardo-Eneolitico e ripercorso l’ininterrotta parabola storica dell’edificio di culto. Dall’originaria cappella altomedievale, edificata nel perduto castrum, alla sua ricostruzione romanica, con monumentale atrio funerario riservato ai domini, ivi residenti, sino al rinvenimento di una chimera figurata e all’attestazione di uno tra i piu` antichi pellegrinaggi

devozionali europei, datato numismaticamente. Rilevante infine, la potenziale ampiezza documentaria dell’antica popolazione sepolta, indagata programmaticamente e per fasce cronologiche, all’interno e nell’adiacenza esterna dell’antico sacello.

SUMMARY

The researches, made in the St. Biagio Church at Cittiglio, have drawn the attention to a not well-known settlement of the late Aeneolithic and have run through the history of the cult building anew: from the original early Middle Ages chapel, built in the lost castrum, to its Romanesque reconstruction, with a monumental funerary atrium reserved to the domini, who were living there, up to the discovery of a figured chimera, and the documentary evidence of one of the most ancient European pilgrimages, dated through coins. Prominent finally the potential documentary abundance

of the buried ancient population.

 

 

 

 

 

 

MARIA GIUSEPPINA RUGGIERO, SERENA SOLANO

Ricerche e scavi in Valtellina e Valchiavenna tra preistoria e romanizzazione: novità e aggiornamenti

 

RIASSUNTO

L’articolo illustra i risultati dell’attività condotta dalla Soprintendenza tra il 2012 e il 2016 offrendo un aggiornamento sullo studio dei contesti archeologici inquadrabili tra l’epoca pre-protostorica e la romanizzazione e sull’arte rupestre della Valtellina. Per la valorizzazione si presentano in sintesi l’intervento di impianto del vigneto sul Dosso dei Castelli di Grosio e il nuovo allestimento a Chiavenna del Museo Archeologico della Valchiavenna.

SUMMARY

The paper illustrates the results of the activity carried out by the Superintendency between 2012 and 2016, offering an update on the study of archaeological contexts between pre-protohistoric times and Romanization and on the rock art of Valtellina. For the enhancement, the paper shows the results for the planting of a vineyard on the Dosso dei Castelli di Grosio and in Chiavenna the new Archaeological Museum of Valchiavenna.

 

 

 

 

Recensioni

Storie di vetro. La vetreria Venini di Fiumelatte e altre fabbriche nel territorio dei laghi lombardi di Marina Uboldi

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