Shop

Sconto

Rivista Archeologica Comense 195, anno 2013

40,00 20,00

Autore: Autori vari
Codice: ISBN-978-88-85643-60-4
Anni: 2013
Argomento: Archeologia
Pagine: 192
Illustrazioni: 134

Descrizione

Indice

GIONATA PIERACCI, La traversa del San Jorio tra basso Medioevo e prima età moderna. Relazioni politiche e socioeconomiche tra il feudo mesolcinese e le tre pievi

SOMMARIO

Nell’analisi delle relazioni politiche e socio-economiche tra le Tre Pievi e il confinante feudo mesolcinese dal basso Medioevo alla primissima età moderna, ci si concentra sulla traversa (valle laterale che collega due solchi vallivi principali) del San Jorio, via alpina minore. La traversa, oltre che dai vicini, viene usata da notai, coloni, contrabbandieri e mercanti. Nella seconda metà` del XV secolo, specialmente dopo l’acquisto del feudo da parte di Gian Giacomo Trivulzio (1480) dalla nobile famiglia dei de Sacco, l’economia mesolcinese riceve nuova linfa; nel borgo di Roveredo rifiorisce la fiera ottobrina di San Gallo e si apre una zecca. In fiera commerciano mercanti di drappi comaschi e di drappi trepievani del Monte di Dongo, una novità nel panorama storiografico. Entro la prima meta` del XVI secolo la fiera perde di importanza, ma iniziano le prime notizie di riselciatura delle vie nella traversa.

SUMMARY

In the analysis of the political and socioeconomic relations between the Tre Pievi and the neighbouring Mesolcina feud from late Middle Ages to beginning of the modern age, the attention is concentrated on the ‘‘traversa’’ (side valley connecting two principal valleys) of San Jorio, a minor alpine road. The ‘‘traversa’’, apart from the neighbours, is used by notaries, farmers, smugglers and merchants. In the second half of the 15th century, especially after the acquisition of the feud by Gian Giacomo Trivulzio (1480) from the noble family de Sacco, the Mesolcina economy receives a new impulse; in the Roveredo village the October San Gallo fair thrives again and a mint is opened. In the fair, Como and ‘‘trepievani’’ of the Dongo Mount cloths merchants, trade, a novelty in the historiographic outline. Within the first half of 16th century the fair looses importance but there are the first news of a re-paving of the roads of the ‘‘traversa’’.

 

 

FRANCESCA RONCORONI, I materiali piceni nella Collezione Garovaglio dei Musei Civici di Como

SOMMARIO

La pubblicazione di collezioni ottocentesce, e in particolare dei materiali di pertinenza non locale, consente il recupero di dati utili agli studiosi che si occupano della ricomposizione dei patrimoni, per la storia del collezionismo e delle ricerche del loro territorio. I materiali qui esposti sono di particolare interesse quindi per la ricostruzione dei contesti di Colli del Tronto e Spinetoli, smembrati dallo scavatore, e per il museo ‘‘G. Allevi’’ di Offida.

SUMMARY

The publication of nineteenth-century collections, and particularly of materials of non local relevance, allows the recovery of data useful to the scholars who investigate the reassembling of the patrimonies, for the history of collecting and the researches of the relevant territory. The materials object of this study are therefore of particular interest for the reconstruction of the contexts of Colli del Tronto and Spinetoli, split by the digger and for the ‘‘G. Allevi’’ museum of Offida.

 

 

MARINA UBOLDI, ROBERTO CAIMI, PRISCILLA BUTTA, FULVIA BUTTI RONCHETTI, ELISABETTA CASTIGLIONI, SILVIA DI MARTINO, Le ricerche archeologiche nel castelliere sul monte Caslé di Ramponio Verna. I reperti e i dati archeobiologici

Si presentano i risultati delle ricerche archeologiche condotte dal Museo Civico di Como all’interno del castelliere dell’eta` del Bronzo finale individuato sul Monte Caslè di Ramponio Verna (Valle Intelvi). Oltre ad una sintesi sulle fasi dell’insediamento come emerse dall’indagine stratigrafica, ampio spazio viene riservato allo studio dei reperti ceramici, metallici e litici, fondamentali per la datazione del sito, e ai risultati delle analisi sui carboni e sui resti carpologici e archeozoologici, dai quali si ricavano interessanti dati sull’alimentazione degli abitanti del castelliere e sull’ambiente circostante.

SUMMARY

This article presents the results of the archaeological investigations carried out by the Civic Museum of Como inside the final Bronze age castelliere located on Casle` Mount at Ramponio Verna (Intelvi valley). On top of a synthesis of the settlement’s periods highlighted by the stratigraphic investigation, a large space is reserved to the study of the ceramic, metallic and lithic founds, basic elements for the dating of the site, and to the results of the analyses on the coals and the carpological and archaeozoological remains, from which interesting data are deduced in respect of the alimentation of castelliere’s inhabitants and the surrounding environment.

 

 

BARBARA GRASSI, Corredi della prima fase golasecchiana da Sesto Calende (Va)

SOMMARIO

Sono presentati quattro corredi, rinvenuti qualche anno fa a Sesto Calende in Via Bellaria. Le tombe sono a fossa, a cremazione indiretta, e si datano alle prime fasi della cultura di Golasecca (fine IX-VIII sec. a.C.).

SUMMARY

The article presents four grave goods found at Sesto Calende in via Bellaria a few years ago. The graves are of the pit type, with indirect cremation, and have been dated back to the first phases of the Golasecca culture (end of 9th-8th century B.C

 

 

ISABELLA NOBILE DE AGOSTINI, Ricerche dei Musei Civici di Como nel territorio comasco: il Castrum di Laino in Val d’Intelvi

SOMMARIO

Lo scavo nell’area circostante la chiesetta di S. Vittore a Laino ha fatto emergere le strutture della fortificazione del VI secolo d.C. edificata da Marcelliano, suddiacono della Chiesa di Milano. Dal momento che le ricerche non sono concluse, si è scelto di presentare un’area in cui sono stati raggiunti i livelli d’età protostorica, e che, successivamente, è stata occupata da costruzioni più (ambiente 2) o meno recenti (ambiente 7).

SUMMARY

The excavation of the area surrounding the small church of St. Vittore at Laino brought to light the structures of the 6th century AD fortifications built by Marcelliano, subdeacon of the Milan Church. As the researches are not finished, it has been decided to present an area where the protohistoric levels were reached that later was occupied by buildings more (place 2) or less (place 7) recent.

 

 

CASTELLETTI, F. LIVIO, E. MARTINELLI, A.M. MICHETTI, S. MOTELLA DE CARLO, Recenti ricerche paleoecologiche in ambito lariano svolte in collaborazione fra Università dell’Insubria e Laboratorio di archeobiologia dei Musei Civici di Como

SOMMARIO

Nell’ultimo quinquennio numerose ricerche paleoambientali hanno avuto per oggetto la ricostruzione dell’evoluzione del paesaggio naturale nella regione lariana, non solo quale riflesso dei mutamenti recenti delle condizioni climatiche, ma anche come esito dell’impatto antropico. Testimoni della vegetazione esistente intorno a 28.000 anni fa sono alcuni legni di larice, specie adattata a vivere in climi rigidi, conservatisi in depositi glaciolacustri presso il sito di Ponna Fondo (CO). Una dettagliata ricostruzione dei cambiamenti climatici e della vegetazione a livello regionale a partire dall’età postglaciale sta emergendo grazie alle analisi palinologiche in corso sui sedimenti lacustri estratti tramite carotaggi presso Piazza Verdi in Como, già oggetto di studi sui macroresti vegetali. Numerose survey archeologiche effettuate in Val Cavargna (CO) stanno tutt’ora permettendo di indagare a livello locale le tracce di frequentazione antropica in ambiente montano negli ultimi millenni: in particolare, sono state scoperte tracce di colture cerealicole (orzo) preistoriche ad alta quota, intorno a 1.800 m.

SUMMARY

Many palaeoenvironmental studies have been carried out during the last five years in order to draw the evolution of the natural landscape in the Lake Como region, due to both changes of climatic conditions and human impact. Some larch woods, preserved in glaciolacustrine sediments at Ponna Fondo (CO), are the witnesses of the existing vegetation at 28.000 years BP; larch is a species adapted to live in cold climates. A detailed reconstruction of climate and regional vegetation changes at a regional scale from the Lateglacial to present is emerging thanks to the palynological and macroremains analyses that are being carried out on lake sediment cores drilled in Piazza Verdi in Como and studied during the last years. Many archaeological surveys, conducted in the Val Cavargna area (CO), are allowing to investigate at a local level the traces of human activities in the mountains over the past millennia: in particular, we have found traces of prehistoric cereals (barley) at high altitude, at ca. 1.800 m a.s.l.

 

 

ROSSANA CARDANI VERGANI, Ricerche archeologiche: novità dal territorio del Canton Ticino

SOMMARIO

Le indagini dell’UBC di Bellinzona hanno individuato a Stabio un settore di un grande edificio, cinque strutture di funzione non certa ed una tomba ‘‘a barchetta’’, tutto di epoca medievale. Gli scavi effettuati a Rossura, nella chiesa dei Santi Lorenzo e Agata, hanno individuato una stratigrafia che va dall’XI al XVIII secolo, all’interno della quale è stata accertata la presenza di due absidi nella fase del XIII secolo; notevoli gli affreschi della metà del XV secolo.

SUMMARY

The Bellinzona UBC’s researches located at Stabio an area of a large building, five structures of uncertain functions and a ‘‘a barchetta’’ grave, all from medieval epoch. The excavations made at Rossura, in the interior of Saints Lorenzo and Agata’s church, have identified a stratigraphy from 11th to 18th century, in which has been ascertained the presence of two apses of 13th century; remarkable are the 15th century frescos.

 

Atti della giornata di studio

‘‘…Monumenti pubblici e privati, gli oggetti di archeologia e di arte bella…’’, Como, Civico Museo Archeologico 16 Marzo 2013

ERMANNO ARSLAN, L’organizzazione dell’editoria scientifico-archeologica nell’Italia postunitaria

SOMMARIO

L’autore confronta le due pubblicazioni coeve: Notizie degli Scavi d’antichità e la Rivista archeologica Comense. Il primo periodico nasceva come progetto di comunicazione che mirava a rinsaldare le presunte ‘‘radici culturali’’ unitarie, ma, dopo varie difficoltà, cessa la pubblicazione. La RAC sopravvive per vari motivi: mantiene una copertura territoriale indifferente ai confini di Stato, ed ha rapporti strettissimi con la Società a carattere volontaristico, mantiene una capacità di dialogare con il territorio, ed ospita contributi di vario argomento, confermando la correttezza delle scelte dei padri fondatori del 1872.

 

 

GIUSEPPE CHIESI E ROSSANA CARDANI VERGANI, Archeologia e storia transfrontaliera. 140 anni di rapporti italo-svizzeri

L’articolo passa in rassegna gli studi riguardanti materiali archeologici ticinesi pubblicati sulla RAC, le visite a scavi di esperti della Società Archeologica, ed i rapporti stretti tra la Società e i funzionari dell’Ufficio Cantonale

 

ISABELLA NOBILE DE AGOSTINI, Un’istituzione al servizio della città: la formazione del Museo Civico di Como

Vengono passate in rassegna le varie tappe che portarono all’istituzione del Museo, a partire dalla Commissione Provinciale che vigilava sui beni storici ed artistici del territorio; la sede fu prima il Liceo Classico, poi il Palazzo Giovio, quando morì alla fine dell’’800 l’ultimo discendente maschio dei Giovio. Già aveva donato la collezione di lapidi della famiglia, ed altri appassionati donarono le loro collezioni, come Alfonso Garovaglio.

 

 

FULVIA BUTTI RONCHETTI, La nascita della Rivista Archeologica Comense

L’atto di nascita della RAC stabilisce che essa conterrà articoli vertenti su “monumenti pubblici e privati, gli oggetti di archeologia e di arte bella, e la raccolta d’iscrizioni, di documenti, di tradizioni, di canzoni popolari, di voci vernacolari e di nomi corografici, attinenti alla Provincia”. Questa impostazione dal 1872 è valida ancora oggi.

 

 

Verbale dell’Assemblea del 7 aprile 2013