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Sconto

Rivista Archeologica Comense 196, anno 2014

40,00 20,00

Autore: Autori vari
Codice: ISBN-978-88-85643-67-3
Anni: 2014
Argomento: Archeologia
Pagine: 157
Illustrazioni: 108

Descrizione

 

Indice RAC 2014

 

ELISA MARTINELLI, MARIA FRANCESCA FERRARIO, SILA MOTELLA, FRANZ LIVIO, ALESSANDRO MARIA MICHETTI, WILLY TINNER, FABIO BRUNAMONTE, LANFREDO CASTELLETTI, Evoluzione paleoambientale e impatto antropico nella regione lariana e nell’area urbana di Como negli ultimi 20000 anni

RIASSUNTO

Molteplici analisi multidisciplinari sono state svolte dall’Università dell’Insubria negli ultimi 15 anni allo scopo di ricostruire l’evoluzione paleoambientale e l’impatto antropico nella regione lariana e nell’area urbana di Como negli ultimi 20000 anni. Le analisi stratigrafiche effettuate su numerose sequenze sedimentarie estratte in città e sul Lungolago hanno permesso di caratterizzare i principali ambienti che si sono succeduti, a partire dai periodi più antichi, dallo scioglimento del ghiacciaio che ricopriva l’area lariana e poi durante la formazione della palude nell’attuale area urbana. Le analisi paleobotaniche sono riuscite a completare in modo sostanziale la ricostruzione del paleoambiente come descritto dalle analisi stratigrafiche: è emerso che esso fu condizionato inizialmente dai cambiamenti climatici e invece in gran parte dalle crescenti attività antropiche (soprattutto attraverso l’uso del fuoco) a partire da circa 8200 anni fa. L’integrazione dei dati stratigrafici e archeologici ha permesso anche di caratterizzare le profonde trasformazioni della configurazione della città (linea di costa, assetto del reticolo idrografico locale) operate dall’uomo a partire dall’età romana. I nuovi dati stratigrafici e geotecnici ottenuti per la zona del Lungolago sono fondamentali anche per la definizione della qualità dei sedimenti e quindi di estrema importanza e attualita` per gestire correttamente l’area e per preservare i suoi delicati equilibri.

SUMMARY

Numerous multidisciplinar analyses were carried out by University of Insubria during the last 15 years in order to reconstruct the palaeoenvironmental evolution and the anthropic impact in the Lake Como region and in the urban area of Como during the last ca. 20000 years. Stratigraphic analyses performed on several sedimentary sequences drilled in the downtown area and along the lakeshore allowed to characterize the principal sedimentary environments dynamics, from glacier covering the Como town basin, through the formation of proglacial lake and then during marsh and alluvial environments, to the historical evolution of the urban area. Palaeobotanical analyses permitted to significantly completed the reconstruction of palaeoenvironments, as described by stratigraphic analyses: the results shows that the evolution of this area was initially mainly influenced by climate changes and then, conversely, by increasing human activities (especially through the use of fire) since ca. 8200 years ago. The integration of stratigraphic and archaeological data allowed also to characterize the deep transformations of the configuration of the city (shorelines, local hydrological setting) realized by men since Roman Age. The new stratigraphic and geotechnical data obtained are paramount information for constructions purposes and, consequently, extremely important and topical for a correct management of the area and for the preservation of delicate lake-shore equilibria.

 

 

DANIELE PESCARMONA, Il Maestro degli affreschi trecenteschi di Santa Maria dei Ghirli di Campione a Sant’Orsola di Como

RIASSUNTO

L’articolo rende conto del ritrovamento e del restauro che ha ricomposto vari frammenti di affreschi trecenteschi staccati negli anni 1966-1967 da una parete, ora quasi inaccessibile, della vecchia chiesa di Sant’Orsola di Como, allora appartenente alle monache Umiliate. La ricomposizione ha consentito di ricostruire due composizioni, raffiguranti il Giudizio universale e il Compianto sul Cristo morto, riconducibili al Maestro di Santa Maria dei Ghirli di Campione d’Italia.

SUMMARY

This article informs about the finding and the restoration that reassembled various pieces of fourteenth century frescos detached in 1966-1967 from a wall, now almost inaccessible, of the old Saint’s Orsola church in Como that was belonging to the Umiliate nuns. The reassembling made it possible the reconstruction of two compositions, portraying the Last Judgement and the Sorrow over the dead Christ, referable to the Master of Santa Maria dei Ghirli at Campione d’Italia.

 

 

CESARE PIOVAN, GUIDO CALVI, ALBERTO ROVI, La Chiesa di S. Eusebio in Bulgorello: ritrovati affreschi del secolo XI

RIASSUNTO

L’iniziativa del Parco del Lura, d’intesa con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio e con la Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici di Milano, ha portato al restauro ed alla collocazione, nella propria sede di Caslino al Piano (fraz. di Cadorago), di un ciclo di affreschi provenienti dall’antica chiesa di S. Eusebio, inglobata, al pari del campanile romanico, nel corpo della Cascina S. Angelo di Bulgorello. Menzionati nel 1592 dal Vescovo Ninguarda come dipinti della profanata ‘‘capella maior’’ e rimasti poi ignorati, sono stati fortuitamente riscoperti agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso. Attribuiti alla prima meta` del secolo XI, trovano confronti con gli affreschi del S. Vincenzo a Galliano, del S. Vincenzo a Cucciago, di S. Maria Assunta a Sorengo e, per i fregi, con il ciclo altomedievale di Castelseprio e del Castello piemontese di Mongrando.

SUMMARY

The iniziative of Parco del Lura, in agreement with Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio and Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici in Milano, has brought to the restoration and the placement, in its own place at Caslino al Piano (fraz. di Cadorago), of a cycle of frescos coming from the ancient church of St. Eusebio, englobed, as the Romanesque bell tower, in the body of Cascina S. Angelo at Bulgorello. These frescos, mentioned in 1592 by Bishop Ninguarda as paintings of the profaned ‘‘capella major’’ and ignored afterwards, were fortuitously rediscovered in the beginning of the 90’ of last century. Ascribed to the first half of 11th century, they find comparisons with the frescos of St. Vincenzo’s at Galliano, of St. Vincenzo’s at Cucciago, of Our Lady of the Assumption’s at Sorengo and, for the ornaments, with Castelseprio’s and Piedmontese Mongrando castle medieval cycles.

 

 

OTTAVIO LURATI, Note di linguistica e toponomastica intelvesi

RIASSUNTO

L’articolo prende in considerazione vari nomi (Antelami, magistri comacini, stuccatore), nomi di famiglie (Barella, Casella, Carloni, Ceppi, Ferrata, Foglia, Peduzzi, Picchetti, Scala, Schira, Solari, Tacchi e Tacconi), e nomi geografici (Erbonne, Ghirli, Intelvi, Peglio, Scaria), che risalgono alcuni all’origine longobarda, altri alla latina.

SUMMARY

This article takes into consideration various names (Antelami, magistri comacini, stuccatore), family names (Barella, Casella, Carloni, Ceppi, Ferrata, Foglia, Peduzzi, Picchetti, Scala, Schira, Solari, Tacchi e Tacconi), and geographic names (Erbonne, Ghirli, Intelvi, Peglio, Scaria), some of Lombard origin and others deriving from Latin.

 

SAVERIO XERES, La diocesi di Como e le istituzioni monastiche nei secoli XII e XIII. Uno sguardo da Delebio

RIASSUNTO

Il territorio di Delebio, in Bassa Valtellina, grazie alle numerose proprietà ecclesiastiche e monastiche attestate in loco, tra XII e XIII secolo, offre uno spaccato della più ampia situazione della diocesi di Como, evidenziando interessanti dinamiche nei rapporti tra il Comune, la sede episcopale, e alcuni istituti monastici della città lariana.

SUMMARY

Delebio’s territory, in Lower Valtellina, thanks to the numerous ecclesiastic and monastic properties attested in the area between 12th and 13th century, offers a cross-section of the wider situation of Como’s diocese, pointing out interesting dynamics in the relations between the Commune, the episcopal See and some monastic institutions in Como.

 

 

MARIO GIOVANNI SIMONELLI, Archeologia in Valtellina: reperti inediti

RIASSUNTO

Il sintetico contributo, in continuità con i precedenti apparsi sulla Rivista Archeologica Comense n. 179 (1997) e n. 188 (2006), si prefigge lo scopo di segnalare gli inediti reperti acquisiti di recente nel territorio comunale di Teglio (S0).

SUMMARY

The synthetic contribution, following the previous ones that were published in the Rivista Archeologica Comense n. 179 (1997) and n. 188 (2006), intends to inform about the unpublished finds recently discovered in Teglio’s (SO) municipal area.

 

 

MANUELA MENTASTI, Nuove ricerche sulla necropoli di campo dei Sassi ad Arsago Seprio: reperti e documenti di archivio

RIASSUNTO

Ad Arsago Seprio, vicus romano già noto per le necropoli di Via Roma e Via Beltrami, si segnala una terza area sepolcrale, in località Campo dei Sassi. La necropoli, messa in luce nel 1881, e` stata in gran parte distrutta e i materiali sono andati dispersi. Gli oggetti recuperati forniscono una datazione della necropoli fra I e II secolo d.C.; alcuni oggetti, che risalgono al IV-V secolo d.C., non sono da attribuire con certezza alla necropoli.

SUMMARY

At Arsago Seprio, Roman vicus already known for the necropolis of Via Roma and Via Beltrami, a third sepulchral area is reported in the area of Campo de Sassi. This necropolis that came to life in 1881 was largely destroyed and its materials went astray. The recovered materials suggest a dating of the necropolis from 1st to 2nd century AD; some objects dating back to 4th-5th century AD, cannot be ascribed to the necropolis for certain.

 

 

SERENA ZOIA, I notabili della Mediolanum romana e l’oratorio dei SS. Primo e Feliciano a Leggiuno (VA)

RIASSUNTO

Un riesame delle epigrafi romane conservate presso l’oratorio dei SS. Primo e Feliciano a Leggiuno permette di riconsiderare le notizie relative al ritrovamento dei pezzi, di proporre una nuova lettura per due are votive (una delle quali finora interpretata come funeraria), e di ricostruire l’originario contesto di esposizione delle are funerarie dei due Virii. Vengono anche analizzati il fenomeno delle sepolture dei possedimenti dei notabili milanesi, ed il motivo di certe loro scelte monumentali ed epigrafiche.

SUMMARY

A re-examination of the epigraphs kept in the Saints Primo and Feliciano’s oratory at Leggiuno allows to reconsider the news related with the discovery of these pieces, to suggest a new interpretation of the two votive altars (up to now one of the two was considered as funerary) and to reconstruct the original exposition context of the funerary altars of the two Virii. There is also an analysis of the phenomenon of Milanese notables’ burials in their estates as well as the reason of some of their monumental and epigraphic choices.

 

 

FULVIA BUTTI, CHIARA NICCOLI, LEOPOLDO POZZI, La Necropoli di Verano-Robbiano

RIASSUNTO

Vengono presentati i materiali provenienti dalla necropoli di Verano, conservati presso il Museo ‘‘Carlo Verri’’ di Biassono. La maggior parte degli oggetti furono recuperati nel 1966 grazie all’intervento del prof. Davide Pace, mentre qualche tomba è stata scavata dalla Soprintendenza di Milano nel 2005. La necropoli è compresa tra l’età augustea ed il II secolo d.C. e le tombe sono tutte a cremazione; sono più consistenti i materiali dell’età augustea tra cui sono da segnalare una Sariusschale, un Acobecker ed una piccola coppa timbrata P. Telamus. La popolazione appare dedita all’agricoltura ed alla pastorizia e con un tenore di vita semplice. Si evidenzia una circolazione di prodotti tra Milanese e Comasco.

SUMMARY

Description of the materials found in the necropolis of Verano (MB) and kept in the C. Verri’s Museum at Biassono. Most of the finds were recovered in 1966 thanks to Prof. Davide Pace’s intervention, while some graves were excavated by Soprintendenza in 2005. The necropolis dates back to Augustan Age and 2nd century AD and all the graves are of cremation type; materials are mainly from Augustan Age and among them it is worth to point out a Sariusschale, an Acobecker and a small cup stamped P. Telamus. The population shows to be made of farmers and shepherds with a simple standard of living. There is an evidence of products circulation between Milan and Como areas.

 

 

ALFONSO BENTIVEGNA, Gli elmi delle Civiche Raccolte Archeologiche di Milano

RIASSUNTO

Nell’articolo si analizzano quattro elmi provenienti dalla Magna Grecia e conservati nelle Civiche Raccolte Archeologiche di Milano, indagando in primo luogo gli aspetti tipologici e cronologici dei reperti, per poi approfondire i risvolti sociali legati alla loro adozione ed uso. In appendice è presente un aggiornamento del catalogo degli elmi apulo-corinzi pubblicato da Bottini nel 1990.

SUMMARY

Four helmets coming from Magna Grecia and belonging to the Civiche Raccolte Archeologiche in Milan are analysed in this article, first through an investigation of the typological and chronological aspects of the finds and then through a detailed study of the social implications related with their adoption and use. The appendix includes a revision of the Apulo-Chorinthian helmets catalogue published by Bottini in 1990.

 

 

Verbale dell’Assemblea del 30 marzo 2014