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Rivista Archeologica Comense 198, anno 2016

50,00 30,00

Rivista Archeologica dell’Antica provincia e Diocesi di Como

Autore: Autori vari
Codice: ISBN-978-88-85643-70-3
Anno: 2016
Argomento: Archeologia
Pagine: 264
Illustrazioni: 282

Descrizione

RAFFAELE DE MARINIS, La necropoli protostorica di Albate (Como)

RIASSUNTO
L’articolo ha lo scopo di pubblicare in maniera integrale la necropoli di Albate (Como). La fonte principale per la ricostruzione dei corredi delle tombe sono i due articoli di mons. Giovanni Baserga (1907 e 1910) e l’articolo di Pompeo Castelfranco (1909) sulla più ricca tomba della necropoli. Al catalogo, accompagnato dai disegni di tutti i materiali che è stato possibile reperire, segue una discussione sull’articolazione cronologica del secondo periodo della cultura di Golasecca, suddiviso in tre fasi cronologiche (II A, II A-B, II B), delle quali sono illustrate le caratteristiche. Segue quindi un commento alle principali categorie di reperti quali ceramiche, vasellame bronzeo, fibule, oggetti di ornamento e viene proposta una datazione per ogni singola tomba. Dall’analisi svolta si può concludere che la necropoli di Albate fu attiva soprattutto durante le fasi G. II A e II A-B, durante le quali fu utilizzata da personaggi di status sociale elevato, come dimostra l’abbondanza di vasellame bronzeo, di fibule con arco rivestito di ambra o di corallo, di ceramiche decorate con l’applicazione di lamelle metalliche, una lega di argento e stagno.

SUMMARY
This paper aims to publish the necropolis of Albate (Como), providing a complete and critical edition of the finds. The main source for the reconstruction of the grave-goods are the two papers by Giovanni Baserga (1907 and 1910) and the paper on the richest tomb in the necropolis by Pompeo Castelfranco (1909). All the materials that it was possible to find, have been drawn. To the catalogue, follows a chronological discussion on the articulation of the second period of the Golasecca culture, subdivided into three phases (II A, II A-B, II B), of which the main features are analyzed. Then it
follows a commentary on the main categories of objects such as pottery, bronze vessels, fibulae, ornaments, and a date for each grave is suggested.
From the analysis carried out we can achieve the conclusion that the necropolis of Albate was active especially during the phases G. II A (620-575 BC) and II A-B (575-530 BC). In this period it was used by people of high social status, as evidenced by the abundance of bronze vessels, fibulae with arc of amber or coral, ceramics decorated with the application of metal plates, an alloy of silver and tin.

 

FULVIA BUTTI , La torre di via Parini e le mura di Como

RIASSUNTO
In Via Parini a Como è stato effettuato nel 1994 uno scavo, che ha messo in luce un’interessante stratigrafia che va dall’età romana al Medioevo. In particolare sono state rinvenute una torre semicircolare (ancora visibile) ed una strada romane.
Questo articolo si sofferma sul problema delle mura di Como e delle torri di rinforzo; in sintesi é possibile delineare questa sequenza: costruzione delle mura della città nel I sec. a.C., costruzione di torri semicircolari nel IV sec. d.C. (quando Milano é capitale dell’Impero), costruzione di torri rettangolari nel VI secolo (guerra ‘‘greco-gotica’’). Le torri, che si erano molto rovinate, vengono restaurate nel XII secolo, in occasione della guerra con Milano.

SUMMARY
In 1994 in Como in Via Parini an excavation brought to light an interesting stratigraphy dating from Roman times to Middle Ages, in particular a Roman semicircular tower (still visible) and a Roman street. This article deals with the problem of the Como walls and the reinforcement towers; in short it is possible to outline this sequence: building of the walls of the town in 1st century B.C., building of semicircular towers in the 4th A.D. (when Milan was the capital of the Empire), building of rectangular towers in the 6th century (‘‘greco-gotica’’ war). The towers, that became much ruined, were restored in the 12th century, on the occasion of the war against Milan.

 

MARINO VIGANÒ, Le mura di Como nel XVI e XVII secolo tra documenti e iconografia

RIASSUNTO
La cinta romano-medievale di Como é tale oggi quale negli ultimi due millenni, e si potrebbe così ritenere non sia stata oggetto di cantieri o disegni di rafforzamento dopo la diffusione di più potenti armi da fuoco d’assedio, dalla metà del XV secolo. Ciò non corrisponde tuttavia a quanto restituiscono fonti e iconografia storica. Passata, in breve, dalla terza alla prima linea di difesa del ducato di Milano sotto il dominio di Francia fra il 1499 e il 1512, già nel giugno 1500 se ne ipotizza la fortificazione mediante baluardi e muraglie, alcuni realizzati in effetti a inizio 1504 e tra il giugno e l’agosto 1507 per fronteggiare una temuta invasione dall’Impero. Piani ambiziosi di munizione con bastioni e una cittadella «alla moderna» seguono nel 1560, 1600, 1660, 1663, 1673. Interventi più modesti si registrano invece dal 1586 al 1593, allorché la piazzaforte copre una frontiera «morta» e la difesa avanzata tocca al forte Fuentes, in cima al Lario.
La radiazione delle fortificazioni nel 1782 poco avanti l’alienazione post 1784 segna poi l’epilogo della storia delle mura di Como.

SUMMARY
The roman-medieval city walls of Como are so alike today as in the latest two thousand years that they could seem not having been construction or drawing site of strenghtening after the widespread of more powerful siege firearms, from the mid 15th century. This doesn’t match nevertheless the sources and historical iconography. Forwarded quickly from the third to the first north defence line of the duchy of Milan under the supremacy of France between 1499 and 1512, already in June 1500 a fortification by bulwarks and ramparts come in speculation, being eventually achieved at the beginning of 1504 and from June to August 1507, to reject a feared invasion from the German empire. Pompous plans for adding modern bastions and a citadel follow in 1560, 1600, 1660, 1663, 1673. Simple reparations are instead registered from 1586 to 1593, when the stronghold stands on a «dead» frontier and the defence is entrusted to fort Fuentes on the north-east corner of lake Lario. The downgrade of these fortifications in 1782, just before their alienation from 1784 onward, finally highlights the epilogue of the military history of the city walls of Como.

 

ROBERTA RAMELLA, La torre Vachana a Villa di Lenno. Dati e documenti fra XV e XX secolo

RIASSUNTO
Nel 2012 é stato effettuato il rilievo delle strutture della torre di Villa di Lenno (CO), accompagnato da una ricerca storica riguardante anche l’evoluzione dell’insediamento a cui appartiene, le cui vicende sono strettamente intrecciate alla famiglia Vaccani. La torre rappresenta l’elemento di maggiore evidenza del complesso, nel quale l’apparente prevalente funzione difensiva sfuma in secondo piano rispetto alle attività di gestione del territorio e dei suoi beni durata dal XV al XX secolo

SUMMARY
A survey of the structures of the tower at Villa di Lenno (CO) was made in 2012 and it was supplemented by a historical research concerning structure and settlement’s evolution as well as owners’ history; the tower represents the most important item whose vicissitudes were strictly connected with Vaccani’s family. Structure’s function was not only defensive but also connected with the management of the territory and relevant properties from 15 th to 20 th century.

 

 

FILIPPO AIROLDI, ALESSANDRO BONA, CRISTINA CATTANEO, DENEB CESANA, MARIA FORTUNATI, ANGELO FOSSATI, ELISA GRASSI, MIRKO MATTIA, CLAUDIA PERASSI, FURIO SACCHI, MARCO SANNAZARO, MARINA UBOLDI , Ponte Lambro tra età romana e tardoantica: la pars rustica della villa in località Schieppo

RIASSUNTO
Gli scavi condotti a più riprese tra il 1987 e il 1995 in località Schieppo a Ponte Lambro hanno individuato i resti della pars rustica/fructuaria di una villa romana frequentata in prima fase tra il I e la metà del III secolo d. C. Il complesso riconosciuto si sviluppa in senso longitudinale e comprende edifici e impianti per la conservazione e la trasformazione dei prodotti agricoli: un granaio, un essicatoio, un calcatorium e probabilmente anche una cella vinaria. Nella seconda metà del III secolo il sito risulta abbandonato; lo testimonia anche un ripostiglio di una trentina di monete occultato tra le pilae dell’essicatoio e mai recuperato. Una nuova fase di occupazione tardoantica vede una generale ristrutturazione: i vecchi impianti di lavorazione non vengono riattivati, mentre un lungo edificio già esistente viene risistemato e sembra svolgere funzionalità diverse. I reperti in associazione con i piani d’uso e i focolari dell’ambiente e quelli da altri contesti di questa fase segnalano che la villa era ancora frequentata nel VI secolo.

SUMMARY
Several archaeological campaigns were performed between 1987 and 1995 in the Schieppo hamlet of Ponte Lambro. The investigations identified the remains of the pars rustica/fructiaria of a Roman villa, firstly built and inhabited between 1st and mid-3rd century BC. The complex is laid out lengthwise, and includes buildings and facilities for storing and processing agricultural products: a granary, a drying kiln, a calcatorium and a probable winery.
The site was abandoned by the second half of the 3rd century, as is testified by a small hoard of about 30 coins that was hidden between the pilae of the drying kiln, and never retrieved.
In late antiquity, people settled again in the site and carried out a major reorganization. The old processing facilities were never brought back to use, whereas an elongated, pre-existing building was refurbished and seemingly assigned to new functions. Artefacts from threading layers and hearths of this building, as well as from other contexts of the same phase, testify that the villa was still occupied during the 6th century.

 

Verbale dell’assemblea generale Società Archeologica Comense 2016