Una comasca ad Aquinum

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Una comasca ad Aquinum

Nel sito archeologico della città romana di Aquinum, in provincia di Frosinone, è stata scoperta una testa del fondatore di Novum Comum, l’antica città di Como: Caio Giulio Cesare.
Nella squadra di archeologi al lavoro c’era anche la comasca e giovane socia della Società Archeologica Comense: Irene Cinti.

I “cacciatori di teste” ad Aquinum.

“Vedere quella testa apparire quasi dal nulla, è stato pazzesco, è uno di quei momenti che un archeologo si augura di vivere almeno una volta nella vita. I ritratti di Giulio Cesare si contano sulle dita delle mani, da questo punto di vista è uno dei personaggi più problematici della storia romana. Trovarla, quindi, è stato straordinario.”

Irene Cinti – Socia della SAC

 

Busto di Cesare ad Aquinum

 

Insieme al volto del dictator sono comparse anche altre tre teste:

  • due maschili e barbute, raffiguranti verosimilmente Ercole;
  • una femminile con un velo.

La scoperta è avvenuta grazie alle rilevazioni fatte da dronihanno permesso di ottenere un’analisi più approfondita dell’area di Aquinum, già studiata da oltre 10 anni.
Le fotografie aeree hanno mostrato una crescita d’erba “bizzarra” in un’area vicino all’antico teatro, dove sono state poi trovati i resti di sculture.
Le teste, scolpite in marmo, appartengono ad un periodo compreso tra l’età Augustea e la Giulio-Claudia. Sono ben conservate, ma necessitino di ulteriori indagini.

 

Aquinum
Il gruppo di archeologi ad Aquinum formato da Irene Cinti, Giacomo Sigismondo, Noemi valente, Eleonora Tomasini, Giovanni Murro. Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento, al lavoro nell’area da ben dieci anni, era a capo del gruppo.

 

Il sito di Aquinum in sé comprende anche delle terme complete, una parete absidata di un tempio, e quel che resta del teatro; il tutto è collegato da una strada, uno dei vecchi cardi dell’antica città romana.