L’Arte tessile a Como nella Preistoria, una lunga storia

08Giu

L’Arte tessile a Como nella Preistoria, una lunga storia

L’arte tessile a Como ha lasciato numerosi indizi archeologici.
Il materiale restituito dalle ricerche condotte  nell’area della Como preromana (oggi identificata con quella del parco della Spina Verde, e delle località contigue),  ha offerto agli studiosi la possibilità di ricostruire aspetti della vita materiale dei nostri antenati.

Tra le attività dei nostri progenitori, una particolarmente importante fu l’arte tessile a Como. Attività per cui la nostra città era destinata a divenire celebre in tutto il mondo.

 

Le radici dell’arte tessile a Como

Questa attività umana ha davvero radici lontane: filatura e tessitura sono da annoverare fra le arti più antiche che l’uomo abbia praticato.

Raro è rinvenire campioni dei tessuti, per via della loro facile deteriorabilità. Non manca tuttavia qualche resto di filato carbonizzato, o qualche impronta in negativo di fibre. Spesso questi resti sono puramente casuali, come per l’appoggio sul tessuto stesso di un contenitore dall’argilla ancora fresca.

 

Antichi tessuti alla Ca’ morta e a Rondineto

 

Un frammento di tessuto del tipo “batavia” è stato ritrovato attaccato ad una fibula, in una tomba della necropoli preromana della Cà Morta.

Un brandello di sacchetto fu rinvenuto nell’antico abitato di Rondineto.

 

telaio-tessile-Como

 

Telai preistorici

Il tempo non ci ha conservato le “macchine” e gli strumenti per lavorare i tessuti.

I telai dell’epoca, in prevalenza verticali, erano in legno, costituiti da due montanti e da una traversa dalla quale pendeva l’ordito, trattenuto da pesi. Un elementare meccanismo mobile di alternanza consentiva l’inserimento della trama.

 

Telai nelle pitture vascolari e nelle incisioni rupestri

 

Fortunatamente, conosciamo la struttura dei telai. L’aspetto ci è tramandato da una serie di pitture vascolari greche, ma non solo.

Immagini dei telai antichi le abbiamo anche in quel grande e straordinario “libro figurato”, rappresentato dalle incisioni rupestri della Valcamonica.

Vennero riprodotti sulle rocce anche telai verticali, dotati di pesi che servivano a tenere in tensione l’ordito.

 

I pesi da telaio neolitici della Lagozza

 

Sono sopratutto i pesi, fabbricati in terracotta, a essere giunti sino a noi. Essi ci possono fornire indizi sul tipo di macchine e sulla tecnica di tessitura.

Nelle nostre regioni, sono esemplari i pesi a forma di mezzaluna, con due fori agli apici. Sono pesi tipici della cultura neolitica della Lagozza (Varese).

 

pesi-tessile

 

Lo strumentario tessile a Como preromana

I pesi da telaio ritrovati nell’area della Como preromana possono essere o a forma di parallelepipedo, o a forma di tronco di piramide.

Sono tutti dotati di un foro per essere appesi, e venivano talvolta decorati con incisioni a piccoli cerchi e croci.

Si tratta di oggetti per lo più di notevoli proporzioni. La loro grande quantità nei diversi scavi testimonia la diffusione dell’attività tessile, alla quale erano destinati. Questa era riservata in via quasi esclusiva alle donne, come attestano gli antichi dipinti sopra ricordati.

 

Dalle fibre tessili al tessuto

 

 Le fibre utilizzate per la tessitura necessitavano di adeguata preparazione, sia che fossero vegetali ( il lino), sia animali (la lana).

La lana allo stato grezzo, doveva essere ripulita e cardata, per essere successivamente filata.

La tecnica di filatura non doveva differire molto da quella usata dalle nostre nonne: rocca e fuso erano gli strumenti essenziali.

Sappiamo questo grazie alle frequenti raffigurazioni pittoriche, ma anche grazie ai fusi in legno conservatisi nel fango degli antichi villaggi di palafitte.

 

Fusi, fusarole e rocchetti antichi

 

Per quanto riguarda l’abitato dell’ antica Como, sono molto numerosi i ritrovamenti di fusarole in terracotta, di forma lenticolare o conica, dotate del classico foro centrale per l’innesto sul fuso.

La loro funzione era quella di volano, per rendere più agevole e rapido l’arrotolamento del filo ritorto sul fuso, tenuto a una estremità, e azionato con moto rotatorio dalla mano esperta di chi filava.

Segnaliamo il modesto e toccante corredo di una tomba, della menzionata necropoli comasca della Cà Morta.

Il corredo è costituito solo da una singola fusarola, a significare simbolicamente la dedizione di una intera vita a chi ne fece uso.

Rocchetti in cotto completavano lo strumentario tessile che, per l’indistruttibilità della ceramica, è arrivato fino a noi.

Una testimonianza concreta di una delle arti più diffuse tra i nostri progenitori, oltre duemilacinquecento anni fa.

di Cesare Piovan

 

Riferimenti bibliografici

  • Storia della tecnologia, Boringhieri Torino 1966, p.431 ss.
  • BASERGA G.,Nuove tombe alla Ca’ morta, frammenti di tessuto preistorico in RAC 1922, f. 82/84 p.128; ID. La necropoli della Ca’ morta in RAC 1925, f.
    88/89 p.58.
  • CORNAGGIA MEDICI O., Lo strumentario tessile della cultura della Lagozza in RAC 1954, f. 156/157 p.5
  • AA.VV., Insediamenti di Como preromana in RAC 1968/69 p.201 ss.; ID.,
  • Insediamenti…Aggiornamenti in RAC 1970/73 p.3 ss
  • RICCI F., Filatura e tessitura in Como nell’antichità 1987 p.79; AA.VV., Società e vita quotidiana in Como nell’antichità 2008 p. 37
  • AA.VV., Preistoria della Valcamonica, Catalogo Mostra, Milano 1974 pg.x1
  • RAVAGLIA M., Un aggiornamento sull’abitato protostorico di Como, in Prima di Como, catalogo della mostra, Como 2017.

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