Rondelle preistoriche a Como

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Rondelle preistoriche a Como

E’ molto frequente, negli scavi e negli affioramenti dell’abitato di Como preromana, ritrovare dischetti di terracotta di dimensioni variabili. Soprattutto lungo le pendici della “Spina Verde” si accentrano i ritrovamenti.
Le dimensioni di queste rondelle 

vanno da poco più di uno a cinque centimetri di diametro.
La loro caratteristica è di non essere state prodotte come oggetti finiti. Principalmente sono ricavati da cocci di vasellame domestico, levigandone i bordi sino a renderli di forma circolare.
Questa derivazione secondaria comporta, a volte, che le rondelle preistoriche presentino particolari della decorazione originale del coccio ceramico dal quale sono stati ricavati.

Le rondelle preistoriche e la loro diffusione

Questi frammenti sono chiamati convenzionalmente “rondelle”.
La loro area di diffusione è molto vasta, essendo presenti in località preistoriche sia prossime sia lontane.

Sono comuni ritrovamenti dalla Francia alla Grecia, dall’Anatolia al Vicino Oriente.

Le diverse ipotesi di uso

Il loro uso era ed è tuttora discusso. Vi è spazio a diverse ipotesi, anche per esclusione.
Bisogna premettere che le rondelle sono state rinvenute solo tra i resti di abitati, mai in tombe.

E’ anzitutto impensabile che si trattasse di una forma di moneta. L’uso come moneta presuppone un pregio intrinseco all’oggetto e una certa difficoltà di riproduzione.
Dobbiamo anche tenere conto che la moneta non era ancora presente nell’antica Como, così come nell’intera area della Cultura di Golasecca (sec. IX -III a.C.).

Non convince nemmeno, stanti le dimensioni ridotte, che le rondelle preistoriche fossero usate come pesi.

Non sfugge l’idea che fossero utilizzate come tappi, anche di contenitori di tipo deperibile. Tuttavia i tappi avrebbero richiesto la fabbricazione come oggetti finiti, come avveniva in prevalenza per i tappi delle anfore romane.

Rondelle Preistoriche ritrovate in Spina verde (Como)

 

L’idea del gioco e i giochi tradizionali

La convinzione più immediata è  che le rondelle fossero utilizzate per il gioco, come suggerirebbe l’etnologia. Questa disciplina attribuisce ad alcuni giochi radici assai lontane.

Giochi  tradizionali di gruppo, come la nota “campana”. Per questo gioco erano usati dischi ricavati da frammenti di vasi di terracotta, o di maiolica, levigandone i bordi sulla pietra.

Rondelle medievali come pedine

Come pedine sono state interpretate una sessantina di rondelle, risalenti al Medioevo. Sono state ritrovate nello scavo della fortezza di San Niceto (Calabria), insieme a un dado in osso e alla serratura di una cassetta, che probabilmente le conteneva.

L’idea di gettoni di registrazione numerica

Una ipotesi di anni recenti è che le rondelle fossero le ricevute di una obbligazione o di un servizio. Potevano appartenere a un sistema di registrazione e memorizzazione numerica, fondato su gettoni (chiamati tokens), diffusi in Medio Oriente. Questo sistema era riconosciuto anche ad Agrigento e nell’isola di Vivara (Napoli). Esemplari questi, di argilla cotta, modellati appositamente o di frammenti di coccio di forma irregolare con segni graffiti.

Diverse sono tuttavia le rondelle “comensi”, che non recano segni di sorta: le poche forate al centro erano presumibilmente usate come fusarole.

Rondelle preistoriche con foro, usate come fusarole per tessile

Rondelle per votare o recensire in un santuario gallico

Un articolo apparso qualche anno fa su una rivista archeologica francese, riferisce di un interessante ritrovamento presso la località di Corent (Alvernia).
In prossimità dell’ingresso di un santuario gallico, che si apriva su un grande piazzale, è stata rinvenuta una fossa contenente centinaia di rondelle.
Da qui l’ipotesi che fosse l’espressione di un’attività di natura pubblica, come una procedura di votazione.

Possibile una pluralità di usi pratici

A fronte di tutte queste svariate congetture ci rendiamo conto che la funzione specifica delle rondelle resta ancor oggi enigmatica. Resta possibile una pluralità di usi, a seconda delle esigenze di natura pratica presenti in epoca antica.

Di C. Piovan

 

Riferimenti bibliografici:

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