Incisioni rupestri: figure antropomorfe nella provincia di Como

20Apr

Incisioni rupestri: figure antropomorfe nella provincia di Como

Le ricerche effettuate sulle incisioni rupestri del nostro territorio negli ultimi decenni, hanno consentito di accertare la grande diffusione di questo fenomeno, ampliando notevolmente le nostre conoscenze.

Alcuni siti hanno evidenziato una grande concentrazione di petroglifi (come a Rezzonico-Cremia, alto Lario occidentale e a Montecchio Sud, Colico),  mentre nella maggior parte dei casi le rocce incise sono diffuse ma distanziate tra loro.

Intendiamo riferirci  in particolare alle incisioni preistoriche che, in grandissima maggioranza, si limitano a coppelle e canaletti. 

La continuità del fenomeno lega la nostra zona anche ai territori confinanti, senza soluzione di continuità: noti sono i petroglifi del Ticino come quelli della Valtellina.

Incisioni rupestri figurative: due rarità

Le incisioni rupestri figurative da noi sono molto rare: abbiamo rilevato la presenza di solo due antropomorfi bene delineati. Altre immagini segnalate nel territorio sono meno significative, dubbie, o da ritenersi non ricollegabili ad un intervento umano.

Il primo petroglifo è ubicato in località Camporgna in Valsolda, su un terrazzo con ampia vista sul ramo italiano del Lago di Lugano.

L’antropomorfo è inciso su un piccolo masso erratico affiorante in un prato, difficilmente individuabile. La figura rappresenta un personaggio “a svastica”, ossia con gli arti che sembrano imitare il sole raggiante.

La testa ha un prolungamento particolare, ossia un’asta verticale che culmina con due linee divergenti, forse indice di un copricapo che qualifica una funzione particolare come quella di un sacerdote-sciamano.
Il sito potrebbe avere ricoperto valori nel campo del sacro. L’area è facilmente frequentabile ed abitabile, esposto a Sud con ampio panorama sottostante. L’area comprende alcuni massi incisi, uno dei quali ricco di oltre 200 coppelle, alcune delle quali unite da un breve canaletto (immagine che viene spesso definita simpaticamente “osso di Pluto” o “figura a Pavesini”).

Il secondo antropomorfo è inciso su un frammento di stele che è stato riutilizzato come stipite della porta di un fabbricato rustico a Germasino (Valle Albano). Molto simile al precedente, rappresenta un uomo con gli arti bene delineati, aperti ed angolati (ancora “a  svastica”), con due linee  incise che partono dalla testa.

Anche in questo caso, il personaggio potrebbe essere ritenuto uno sciamano. La constatazione è avvalorata anche dalla presenza, sopra alla figura, di due incisioni: una circolare ed una semicircolare.  Potrebbero raffigurare il sole e la luna.
La presenza di questo frammento di stele rappresenta forse quanto resta di un allineamento di massi incisi o comunque posizionati a definire un luogo sacro.

 

incisioni rupestri: l'antropmorfo di Valsolda incisioni rupestri: il frammento di stelle di Germasino

La datazione dei petroglifi

La datazione delle incisioni rupestri ha sempre rappresentato un difficile e controverso problema.
Nella cerchia alpina ci si riferisce spesso alla ampia scala cronologica proposta dal prof. Anati per la Val Camonica (pubblicazioni diverse).

Negli ultimi anni, per il nostro  territorio, disponiamo di due interessanti segnalazioni accomunabili cronologicamente ai due nostri antropomorfi. La datazione suggerita da Stefania Jorio (2008) per le cinque stele allineate in prossimità del doppio cerchio di pietre del nuovo ospedale Sant’Anna, riferite all’Età del Rame.

Un altro dato è la presenza di un probabile frammento di stele, adiacente ad un masso a coppelle, restituito da uno scavo condotto da Marina Uboldi per il Museo Archeologico di Como in prossimità del Caslè di Ramponio Verna (M.Uboldi, 2011). Anche in questo ultimo caso l’attribuzione cronologica è all’Età del Rame.

Queste due datazioni sono preziose, in quanto estensibili a diverse incisioni rupestri, figurative e non, presenti nel nostro territorio. Entrambe confermano così la presenza di una diffusa  ritualità nel comasco, nel corso del Calcolitico (indicata anche con i termini Eneolitico o Cuprolitico, è un periodo della Preistoriaconsiderato come la tappa di transizione tra le industrie litichedelNeoliticoe la nascente metallurgia dell’Età del bronzo).

di Alberto Pozzi.

Link e riferimenti bibliografici:
  • Jorio S. 2008 – Il cerchio litico dei dintorni di Como. In Kruta V. et alii (a cura di)) – Gli occhi della  notte, Skira, Milano.
  • Pozzi A. 2000 – Incisioni rupestri a S. Maria di Rezzonico e Cremia – RAC fasc. 180, Como.
  • Pozzi A. 2001 – Reperti archeologici in Alto Lario. RAC Notizie, n. 18, Como.
  • Pozzi A. 2013 –  La sacralità preistorica sui rilievi dell’Alto Lario – Como & dintorni, giugno-luglio/agosto, Como.
  • Pozzi A. 2016-17 – Megalitismo minore: probabili centri cerimoniali preistorici nell’Insubria – Quaderni Erbesi, Civico Museo di Erba anni IX-X foglio 86.
  • Uboldi M.  2011 – Il Caslè di Ramponio Verna – Museo Civico di Como.

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